Halloween: l’americanata che ha radici lontane

Ogni anno da quando sono diventata mamma quando arriva Ottobre mi preparo a festeggiare Halloween con entusiasmo! Ai bambini travestisi da mostri e intagliare le zucche piace tantissimo e devo dire che anche a me diverte molto!

In molti credono che Halloween sia una festa popolare, consumistica e assolutamente inutile inventata dagli americani e poi importata in tempi piuttosto recenti anche da noi in Italia. In parte è così anche se le origini dei festeggiamenti più paurosi dell’anno sono da ricercare in antichissime tradizioni celtiche.

La parola Halloween è la forma contratta di All Hallows’ Eve tradotto in italiano “la vigilia di tutti i Santi” ed è una ricorrenza che nasce in Irlanda in tempi lontani.

I Celti festeggiavano l’anno nuovo il 1° novembre, in corrispondenza del termine ufficiale della stagione calda. Il passaggio dall’estate all’inverno veniva celebrato con lunghi festeggiamenti, lo Samhain (pronunciato sow-in) che deriverebbe dal gaelico samhuinn e significa “summer’s end”, fine dell’estate. In quel periodo dell’anno i frutti dei campi e il bestiame erano assicurati e le scorte per l’inverno erano state preparate. La comunità, quindi, poteva riposarsi e ringraziare gli Dei per la loro generosità.

Il tema principale della festa, in accordo con quanto succedeva in natura, era la morte. Durante la stagione invernale la vita apparentemente finita, in realtà si rinnova sottoterra, dove tradizionalmente, tra l’altro, riposano i morti.

I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, cioè il 31 ottobre, Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti, che vivevano in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge, e che le forze degli spiriti potessero unirsi al mondo dei viventi, provocando in questo modo il dissolvimento temporaneo delle leggi del tempo e dello spazio e facendo sì che l’aldilà si fondesse con il mondo dei vivi e permettendo agli spiriti erranti di vagare indisturbati sulla Terra.

Samhain era, dunque, una celebrazione che univa la paura della morte e degli spiriti all’allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno.

In Irlanda si diffuse l’usanza di accendere torce e fiaccole fuori dagli usci e di lasciare cibo e latte per le anime dei defunti che avrebbero reso visita ai propri familiari, affinché potessero rifocillarsi e decidessero di non fare scherzi ai viventi.

Attraverso le conquiste romane, i Cristiani approdarono anche in Irlanda e tentarono attraverso l’evangelizzazione di sradicare i culti pagani, ma non sempre con successo. Halloween non fu del tutto cancellata, ma fu in qualche modo cristianizzata, tramite l’istituzione del giorno di Ognissanti il 1° Novembre e, in seguito, della commemorazione dei defunti il 2 Novembre.

Verso la metà del XIX secolo, l’Irlanda fu investita da una terribile carestia. In quel periodo per sfuggire alla povertà, molte persone emigrarono negli Stati Uniti dove crearono una forte comunità nella quale venivano mantenute vive le tradizioni ed i costumi della loro patria tra cui anche Halloween.

In poco tempo questa usanza si diffuse in tutto il popolo americano diventando una festa nazionale.

In tempi recenti, grazie al cinema ed alla televisione, Halloween, che nel frattempo ha perso i suoi significati religiosi e rituali diventando un’occasione di puro e consumistico divertimento, ha contagiato anche noi italiani.

Jack O’Lantern

La moda di intagliare zucche e illuminarle all’interno deriva da una famosa leggenda Irlandese che narra di un fabbro ubriacone che una sera incontrò il Diavolo al pub. Era talmente sbronzo che il Diavolo riuscì quasi a prendergli l’anima, ma Jack che era anche un uomo astuto riuscì a scendere a patti affinchè lo lasciasse vivere ancora. Dopo 10 anni il Diavolo si ripresentò dal fabbro che ancora una volta con astuzia riuscì ad ottenere di essere risparmiato dalla dannazione eterna. Jack nella sua vita commise però talmente tanti peccati che alla sua morte non venne accettato nemmeno in Paradiso e fu lasciato a vagare come un’anima tormentata alla ricerca di un posto dove riposare. La leggenda vuole che il Diavolo tirò un tizzone ardente a Jack, il quale lo posizionò all’interno di una rapa al fine di illuminare le tenebre nelle quali era destinato a rimanere.

Pubblicato da comehofattoanonpensarci

“comehofattoanonpensarci” nasce per l’esigenza di scrivere, leggere, imparare, tenermi informata, allenare il mio italiano, condividere pensieri, regalarmi e regalare idee sempre nuove a chiunque voglia prenderne spunto.

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