Un nuovo sport per me: il “Padel”

Ai milleduecentotrentasette sport che pratico in modo scostante e con scarsi risultati si aggiunge alla lista anche il “Padel” o “Paddle”. Questa sera esordirò nella categoria “schiappe”, in coppia con mio marito che per fortuna schiappa non è, al torneo organizzato dal club “Paddel Verbania“.

Sono molto emozionata per due ragioni: 1) praticherò uno sport fianco a fianco del guru sportivo della mia famiglia; 2) praticherò uno sport senza le minime capacità tecniche per poterlo affrontare.

Simone ormai da un anno e mezzo gioca regolarmente a “Padel”. Quando dico regolarmente intendo 3 / 4 volte a settimana! Considerando che durante il giorno siamo impegnati entrambi nel lavoro e che la sera lui si assenta spesso per coltivare questa nuova passione, ho dovuto prendere in mano la situazione per fare in modo di condividere più tempo insieme, così gli ho chiesto di iniziarmi a questa attività di coppia! Devo dire che è stato davvero carino nell’accogliere la mia richiesta, infatti ha subito pensato bene di iscriverci ad un torneo, dopo avermi fatto giocare un paio di volte con lui per spiegarmi le regole e darmi due dritte. La fiducia non manca, ed è già un buon punto di partenza, peccato che io sia davvero negata! Ma c’è anche da dire che io sono una forza della natura nell’affrontare con nonchalance le figure di merda, quindi anche in questo caso non mi tirerò indietro ed affronterò la sfida al meglio delle mie possibilità!

Il “Padel” è uno sport di palla che si pratica a coppie, di derivazione tennistica. Nel caso del padel il campo è chiuso ai 4 lati a eccezione di due porte laterali. Il gioco si pratica con una racchetta denominata pala e delle palline esteticamente identiche a quelle di tennis, ma con meno pressione al loro interno per rendere il gioco leggermente più lento e i colpi e le sponde più gestibili. Ed ecco che le ore spese a giocare a racchettoni in spiaggia assumono un significato più profondo del semplice divertimento: senza essermene resa conto prima, ora so di aver investito un sacco di tempo per allenarmi a diventare oggi una giocatrice di Padel.

Campo da Padel

Nel 1969 il messicano Enrique Corcuera, volendo costruire un campo di tennis in casa sua ed essendoci dei muri proprio a ridosso dello spazio disponibile per tracciare il campo, concepì l’idea di considerare i muri come parte integrante del campo di gioco stesso. Corcuera inventò e regolamentò così il nuovo gioco e lo chiamò padel. Oggettivamente quest’uomo è stato geniale! E a me le persone geniali  che inventano cose geniali piacciono un bel po’!

Il padel è uno degli sport più popolari in America Latina (in particolare in Argentina) e in Spagna oltre ad essere discretamente popolare anche in Portogallo e Svezia. Negli ultimi 5 anni questo sport ha visto una forte crescita anche in Italia. Quindi vale la pena di provare, anche perché non succede, ma se succede che divento una “pro” posso qualificarmi al World Padel Tour e giocare in tutto il mondo, soddisfando la mia voglia di viaggi! Mi immagino già con il mio racchettone in posti esotici!

Poche regole ma importanti caratterizzano il paddle tennis: la più originale è quella in cui i muri delimitanti il fondo campo fanno parte dell’area di gioco quindi se la palla rimbalza su tali muri può essere respinta con la racchetta. Vi ricordate il gioco Bricks Demolition? Io negli anni ’90 con quella pallina che rimbalzava ovunque ho distrutto un numero di mattoncini davvero incredibile! Allora ho pensato che in linea di massima applicando la mia pregressa esperienza digitale al gioco del padel, dovrei anche fisicamente riuscire ad ottenere qualche risultato. Questa sera penserò agli avversari come a dei coloratissimi mattoncini da demolire. 

Per iniziare, il punto si batte dietro la propria linea di servizio, da sotto (a differenza del tennis) e facendo rimbalzare la pallina prima per terra. Questo mi agevola un bel po’ visto che a tennis la mia battuta fa schifo!

Il servizio deve seguire una traiettoria diagonale verso l’opposta area di battuta dell’avversario, colpendola di dritto o di rovescio. Ad eccezione della risposta, i giocatori possono colpire la palla prendendola al volo o dopo il primo rimbalzo sul proprio campo; la pallina può colpire quante sponde possibile dopo il primo rimbalzo, ma un secondo rimbalzo a terra decreterà il punto per l’avversario, come nel tennis. Non solo, i giocatori possono mandare la palla contro la porzione di vetro della parete della propria metà campo affinché questa passi sopra la rete verso il campo dell’antagonista. La palla deve sempre rimbalzare prima per terra una volta superata la rete per essere in gioco e dunque non può toccare al volo la parete delimitante la metà campo dell’avversario, perché in quel caso verrebbe considerata out. Ok questo passaggio lo vedo un tantino più complicato da gestire, ma per fortuna in campo non sono sola, e soprattutto mio marito, che ha una forte componente agonistica, farà di tutto per salvare ogni pallina anche a costo di finire stremato a terra.

La tattica di gioco consiste nel conquistare come coppia la posizione a rete, più favorevole per chiudere il punto, e nel mantenerla il più a lungo possibile. Per questa ragione tradizionalmente il compagno del battitore si posiziona a rete e, dopo il servizio, chiama ad avanzare anche lo stesso battitore per colpire di volèe. Gli avversari a fondo campo solitamente fanno ampio uso di pallonetti per scavalcare gli attaccanti e poter conquistare a loro volta la rete. Sulla tattica di gioco sono dubbiosa: sento che potrei avere grosse difficoltà essendo decisamente lenta e per niente dinamica, pertanto punterò sui pallonetti che mi sembrano la soluzione più facile da praticare. 

Il gioco del Padel richiede grande pazienza nella costruzione del punto in quanto i rimbalzi sulle pareti danno quasi sempre una seconda chance per chi difende di ribattere la palla. Pazienza?!? Ma io non so cosa sia la pazienza!!! Che Dio ce la mandi buona!

Pubblicato da comehofattoanonpensarci

“comehofattoanonpensarci” nasce per l’esigenza di scrivere, leggere, imparare, tenermi informata, allenare il mio italiano, condividere pensieri, regalarmi e regalare idee sempre nuove a chiunque voglia prenderne spunto.

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